martedì 20 marzo 2007

ANCORA DUE PAROLE...

Ancora due parole bisogna spenderle in favore del grande pubblico che ha fatto da cornice a questa splendida edizione della maratona.
A dimostrazione della grande partecipazione a questo evento anche da parte di chi non l'ha corsa, ecco delle nuove foto che ci sono state inviate dal nostro amico Giampiero della Running Evolution che ha seguito da vicino i suoi compagni in giro per la citta' in bici.
Grazie!

1 commento:

Filippo ha detto...

Questa XIII Maratona di Roma è stata la più strana delle mie otto prestazione sulla distanza dei 42 km. Quest’anno ho deciso di preparare bene solo la Roma-Ostia, ma non me la sono sentita di preparare la Mitica, mentalmente non me la sono sentita proprio. Ma una cosa è non prepararla, un’altra non farla. Alla Maratona di Roma non potevo assolutamente rinunciarci.
La domenica prima della gara ho corso a Colleferro (gara schifosa sotto tutti i punti di vista, “consigliata” dalla società!!!!!!!!!) dove mi sono procurato dei forti dolori all’inguine sx e al ginocchio dx. Per tutta la settimana ho corricchiato zoppicando, una vera tortura. Sabato mi sono chiesto: è da persone normali provare a correre 42 km e spiccioli senza idonea preparazione e con due gambe indolenzite che non ne fanno una buona? Non è da persone normali, ma io corro lo stesso.
La vigilia non ho pensato alla mia prestazione, ma a quella dei miei compagni di squadra. A Maurizio (venuto dalla Sicilia e ospitato a casa mia) che mira a scendere sotto le 2h 30’, a Andrea che ha come obiettivo le 3h 30’ con cui mi prometto di correre la gara, a Giuseppe che ha una forma smagliante, a Mauro che è alla sua prima maratona e già in grado di fare una prestazione fuori dal comune, a Claudio prossimo papà anche lui molto informa, alle mitiche donne Lara e Alessia in grado di puntare alle 3h 30’, ai miei compagni di allenamento del martedì/giovedì sera Ugo e Maurizio a cui devo molto, al grande “maestro” Nicchia in grado a 71 anni (fatti sabato) di battere ventenni, a Serena alla sua prima maratona, al mitico Alvaro che non so come fa a mantenersi sempre così in forma, e a tutti gli altri. Quanta bella gente!!!!!.
Mi prometto di correre i primi dieci km con un’andatura lenta e verificare i dolori, se persistono mi ritiro.
La partenza della maratona di Roma è emozionante, i Fori Imperiali, il Colosseo, tutta quella gente. Che spettacolo!!!
Parto a 5’ a km, mi giro spesso indietro a cercare Andrea partito nella gabbia successiva alla mia. Mi raggiunge e supera Giuseppe che corre con molta facilità, è la conferma che è in buona forma fisica. Corro sei/sette km con lo stesso ritmo, i dolori all’inguine e al ginocchio si fanno sempre più forti. Mi giro indietro e vedo i palloncini delle 3h 30’ a circa duecento metri, Andrea sarà li. Non so cosa fare, i dolori sono forti, forse non è il caso di proseguire. Valuto la possibilità di aumentare l’andatura fino al 13esimo km (dove mi aspettano Maria e Greta in compagnia di Ivana) con la speranza che le gambe si riscaldano bene e quindi di soffrire meno i dolori. Questo però significa allontanarmi da Andrea con cui avevo il piacere di correre, ma il rischio di fermarmi è concreto. Decido di aumentare l’andatura, la mia corsa si fa più slanciata e ne giovano i muscoli delle gambe. Comincio a soffrire meno i dolori. Raggiungo prima Ugo Graziani e Fausto Giuliani della Running Evolution, e subito dopo Alessia.
Al 13esimo km ecco la mia famigliola puntuale a fare il tifo, è sempre un’emozione sentire Greta incitare papà.
Subito dopo mi raggiungono Paolo e Rocco, hanno un’andatura più forte della mia. Mi staccano di circa cento metri. Decido di raggiungerli e corro con loro fino al 22esimo. Da lì proseguo da solo e dopo quattro km raggiungo Giuseppe, con lui farò un tira e molla fino all’arrivo. La mia andatura è discreta fino al 30esimo, poi comincio a rallentare, la mancanza di allenamento si fa sentire. Stringo i denti, fa caldo. Le gambe si appesantiscono, ma fortunatamente non soffro i dolori che avevo prima della partenza. Al 36esimo, in via del Corso, decido di camminare per un minuto per rifiatare, mi fa bene. Poi si riparte e qui lo spettacolo è meraviglioso. Quattro km durissimi pieni di sampietrini ma con Piazza del Popolo, Piazza di Spagna, Fontana di Trevi, Altare della patria, Campidoglio, Circo Massimo, Colosseo, Fori imperiali. Me li sono goduti tutti. E infine il traguardo, sempre emozionante. Chiudo in 3h 22’, lontano dai miei tempi ma soprattutto felicissimo per averla conclusa. È proprio così, correre la maratona in tre ore nette o tre ore e mezza da le stesse emozioni. Importante è averla conclusa!!!

Filippo